ALMANACCO della Vigilanza Privata PaginaInizio.com

giovedì 11 marzo 2010

Rimini: la Civis celebra 20 anni di Vigilanza Privata

RIMINI - Per capire quanto sia radicata l'azienda sul territorio basta rilevare una curiosa abitudine: per tutti i riminesi, un operatore della vigilanza privata è ‘il Civis'.
Un riconoscimento che certamente deriva dalla storicità dell'azienda, dalla professionalità mostrata, ma anche da altri motivi, forse proprio questi ultimi a determinare una tale familiarità. Arturo Menghi Sartorio, presidente della CIVIS Augustus, ha sempre affiancato alla sua attività di imprenditore il sostegno di progetti culturali nella città, come pure attività di sostegno allo sport e alle azioni di progresso sociale.
Menghi ha ispirato Aere Civium, ovvero l'insieme di aziende del territorio che si sono impegnate in un programma quinquennale di restauro di trenta opere giacenti nei magazzini dei Musei Comunali riminesi.
CIVIS ha sponsorizzato società sportive di softball e rugby, ha sostenuto il progetto ‘Rimini per lo Sport' che destina fondi alle piccole società dilettantistiche, finanziato concerti e attività culturali. Quale membro del Rotary Rimini Riviera, Arturo Menghi Sartorio è stato protagonista di numerosissimi progetti culturali in città.
Tutte sensibilità che hanno determinato anche una modalità di comunicazione dell'azienda, che ora viene riassunta in una nuova iniziativa.
La CIVIS Augustus, Istituto di Vigilanza di Rimini, promuove, infatti, la mostra "Sicuramente ironici. Sicuramente affidabili - Un'operatività ed una comunicazione che da oltre 20 anni ci contraddistingue".
È un percorso di 50 pannelli tra manifesti, locandine, pubblicità, sponsorizzazioni sportive e culturali relativi agli ultimi due decenni di comunicazione aziendale sulla sicurezza. L'itinerario espositivo esprime tra immagini e slogan la filosofia di un'azienda che ha scelto di trasmettere sempre messaggi positivi facendo leva sull'ironia e bandendo l'aggressività.
L'esposizione, che ha patrocinio dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rimini, verrà inaugurata sabato, 13 marzo 2010, alle ore 17.30 al Palazzo Podestà in piazza Cavour a Rimini.
Interverrà Arturo Menghi Sartorio, Presidente Civis Augustus Rimini.
La giornata sarà allietata dalla musica del Quartetto d'Archi dell'Istituto Musicale Pareggiato "G. Lettimi" e saranno presenti alcuni agenti e dipendenti che hanno contributo con la propria competenza a costruire l'immagine affidabile della Civis Augustus. Tra questi Valerio Betti, a Rimini autentico incubo dei borseggiatori ed autore di migliaia di interventi a protezione di persone nel mirino di malviventi.
La mostra sarà visitabile tutti i giorni sino al 21 marzo 2010 dalle ore 15.00 alle ore 19.00.
Il sabato e la domenica, oltre al pomeriggio, anche al mattino dalle ore 10.00 alle ore 12.30.
PERCHÉ QUESTA MOSTRA?
"Perché - risponde Arturo Menghi Sartorio - il tema della sicurezza è di grande attualità e ci è piaciuta l'idea di trasferire ai visitatori della mostra la nostra filosofia, quella che poi ha caratterizzato vent'anni di comunicazione. E' vero, a Rimini a quando si parla di vigilanza privata si pensa subito alla CIVIS. Non è un caso, credo sia il risultato raggiunto negli anni grazie alla professionalità e alla serietà dei suoi operatori e dei suoi servizi che hanno conquistato negli anni la fiducia dei riminesi, cittadini e operatori economici.
Si è pensato di ideare un appuntamento che possa aprire un ulteriore canale di collegamento tra la Civis e le persone. E' un'ulteriore iniziativa di carattere culturale voluta dall'azienda per cercare di restituire al territorio ciò che riceve, celebrando, e ringraziando, clienti e partner".
L'attività di questa struttura è sempre stata svolta con la massima discrezionalità e puntualità. Una diligenza operativa riassunta con originalità nei piani di comunicazione attuati nel tempo, per i quali sono state adottate sempre iconografie leggere, ironiche, dirette, utilizzando persino personaggi dei comics e/o slogan a doppi sensi.
L'importante era, ed è, trasmettere un senso di protezione e di fiducia in maniera semplice, nel tentativo di strappare un sorriso, che è poi un'espressione naturale in uno stato di sicurezza e di tranquillità.

CIVIS AUGUSTUS DI RIMINI
Opera nella provincia di Rimini dal 1974 e conta 95 dipendenti, di cui una novantina guardie giurate. Si tratta di uomini preparati ed esperti del territorio, supportati da tecnologie all'avanguardia applicate ai sistemi d'allarme collegati alla centrale La loro attività, inoltre, è contrassegnata dalla costante collaborazione con le Forze dell'Ordine.
Sono numerosi i servizi offerti alla clientela per soddisfare le singole esigenze di sicurezza: controllo e gestione impianti tecnologici, controllo del territorio tramite pattuglie di zona, ispezioni diurne e notturne, scorta e trasporto valori, piantonamento fiduciari per industrie, banche, centri commerciali, enti pubblici, pronto intervento su segnalazione di allarme, custodia chiavi, videosorveglianza con verifiche periodiche dalla centrale operativa di enti statali, industrie, banche, abitazioni e negozi, verifica allarmi tramite videocontrollo.

CIVIS fa parte di Co.G.I.V., il Consorzio Gestione Istituti di Vigilanza, a cui fanno capo la Ronda Faentina (a Faenza dal 1981), Il Rubicone (a Cesena dal 1980), la Vigilanza Ravennate (a Ravenna dal 1965), la Cities Service Police (a Cervia dal 1979) e la Civis Paza (Bucarest).

MOSTRA
"Sicuramente ironici. Sicuramente affidabili"

13-21 marzo 2010
Palazzo del Podestà - Piazza Cavour - Rimini
Orario: Lunedì - Venerdì ore 15.00 - ore 19.00
Sabato - Domenica ore 10.00 - ore 12.30/ore 15.00 - ore 19.00

Ingresso Libero

INFO
Civis Augusts 0541/741011 - info@civisaugustus.it

martedì 9 marzo 2010

Quaranta anni di cella per i killer della Guardia Giurata Gaetano Montanino.

fonte:CRONACHE DI NAPOLI Segnalato da: Manuela Galletta
Gentile signor Caragnano, volevo comunicarle una notizia che penso possa farle piacere e che possa fare piacere a tutti: nella giornata di ieri sono stati condannati a 20 anni di carcere a testa, con rito abbreviato, i due assassini della guardia giurata di Ottaviano (in provincia di Napoli) Gaetano Montanino, ammazzato in un tentativo di rapina la sera tra il 3 ed il 4 agosto scorso. Ho visto il gruppo da lei aperto "Onore ai caduti..." e mi è sembrato giusto comunicarvi la notizia. Sono una giornalista e mi sono occupata del caso... Sto seguendo anche il processo per l'omicidio di Umberto Concilio, altra guardia giurata uccisa a Napoli in un tentativo di rapina e, se la cosa dovesse esservi gradita, vi informerò pure di questa sentenza.
Cordiali saluti...

fonte: http://www.metropolisweb.it/
Lo massacrarono a Piazza Mercato per sottrargli la pistola, a un anno dal delitto i giudici emettono la sentenza di primo grado per gli assassini di Gaetano Montanino (nella foto), la guardia giurata di Ottaviano. Venti anni a testa per Davide Cella e Salvatore Panepinto, i due aggressori di Napoli che la notte tra il tre e il quattro agosto crivellarono di colpi la vettura di ordinanza dell’agente in servizio di perlustrazione. La vittima aveva 45 anni ed ebbe la colpa di reagire a quel maledetto tentativo di rapina sfociato nel sangue. Un processo-lampo, visti i tempi della giustizia italiana, una sentenza durissima nella quale i magistrati hanno accolto la tesi di accusa della procura, anche se hanno mitigato le pene richieste (trent’anni di carcere per tutti gli imputati). Determinante il racconto di Vincenzo De Feo, pregiudicato arruolato nel clan Contini, che ha inchiodato gli imputati indicando ruoli e responsabilità. Il processo continuerà in Appello, e sarà proprio la procura a premere per il processo-bis, forse insoddisfatta delle pene inflitte ai due imputati ritenuti responsabili di omicidio, tentato omicidio (nel raid rimase ferito Fabio De Rosa, collega di Gaetano Montanino), tentata rapina, porto e detenzione di armi rubate, con l’aggravante dei futili motivi. Durante il dibattimento, Davide Cella ha ammesso di aver sparato senza guardare, anche se il suo racconto è stato considerato poco credibile. Montanino era seduto al posto di guida, le mkoto lo accerchiarono e la guardia giurata non ebbe il tempo di scendere dalla vettura. Fu Cella ad esplodere i colpi mortali, quattro, e tutti a segno.

lunedì 8 marzo 2010

Video-Poesia. GUARDIA PARTICOLARE GIURATA ☆I.P.S.☆ /̵͇̿̿/'̿̿ ̿̿ ̿̿ GRUPPO FACEBOOK


NON CREDERE A CHI TI DIRA' CHE DA QUANDO FAI QUESTO LAVORO NON SEI PIU' LO STESSO
GIORNO E NOTTE SI ALTERNANO E PASSANO, MA NON CI INTERESSA QUESTO
LA GUARDIA GIURATA PUO' ESSERE STANCA,
CONFONDERSI
CONFONDERSI
CONFONDERSI
MA NON PUO' PERDERSI MAI, SEMPRE E PER SEMPRE DALLA STESSA PARTE LO TROVERAI
GIORNO E NOTTE
GIORNO E NOTTE
GIORNO E NOTTE

GUARDIA PARTICOLARE GIURATA ☆I.P.S.☆ /̵͇̿̿/'̿̿ ̿̿ GRUPPO FACEBOOK

domenica 7 marzo 2010

sabato 6 marzo 2010

Ivri potrebbe presto confluire in Sicurglobal, dando cosi' vita a un colosso europeo della vigilanza.

Realizzazione grafica di Giampiero Scalavino
Segnalato da: VigilanzaPrivataonline
Fonte: www.milanofinanza.it/
Ivri potrebbe presto confluire in Sicurglobal, dando cosi' vita a un colosso europeo della vigilanza. Secondo quanto risulta a MF-Milano finanza, infatti, 21 Investimenti, che attualmente controlla il 77% di Ivri insieme a Banca Leonardo e al leader iberico della security Prosegur, e' in trattative esclusive con il fondo Stirling square capital, perche' quest'ultimo, tramite la controllata al 100% Sicurglobal, rilevi Ivri. Le dimensioni dei due gruppi sono simili e fondendoli si creerebbe una realta' di fatturato superiore a 400 milioni.

Ivri, spiega un articolo di MF, ha infatti chiuso il bilancio 2008 con 199 milioni di ricavi, contro 142,9 nel 2007, e un Ebitda pure in crescita a 27,3 milioni dai 20,8 dell'anno prima quasi dimezzando la perdita netta di esercizio dai 4,8 milioni del 2007 a 2,6.

Tuttavia e' cresciuto anche il debito netto, a 87,1 milioni dai 75,4 del 2007, dovuti soprattutto al
leveraged buyout con il quale nel dicembre 2006 la newco Capitolo Tre spa (oggi al 40,5% della 21 Investimenti di Alessandro Benetton, al 40,5% di Banca Leonardo e al 19% di Prosegur) aveva rilevato il controllo del gruppo, sulla base di un valore d'impresa di circa 150 mln euro. Quanto a Sicurglobal, a fine 2008 il fatturato consolidato era di 166,1 milioni, in crescita dai 158,2 del 2007, ma sarebbe stato di circa 200 milioni considerando i ricavi di Mega Italia, il leader italiano dell'integrazione dei sistemi di sicurezza acquisito nel luglio 2009, in un'operazione che ha previsto l'ingresso dei fondatori di Mega Italia nell'azionariato di Sicurglobal.

venerdì 5 marzo 2010

Tragica fine per guardia giurata in servizio. Accende riscaldamento e muore asfissiato

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/
Al lavoro in un cantiere edile aveva lasciato la guardiola per combattere il freddo con l'impianto (fatale) dell'auto.
CASERTA - Cercava di combattere il freddo con l'aria calda, ma ha trovato la morte per via di un impianto di condizionamento malfunzionante il vigilantes morto in un cantiere edile di Cesa. Giovanni Di Nardo, guardia giurata 48enne di Villaricca, lavorava come dipendente della Securty di Giugliano.

È morto all’interno della vettura di servizio, probabilmente intossicato dalle esalazioni di monossido di carbonio sprigionatosi dalla vettura. Lo hanno trovato privo di vita i colleghi che avrebbero dovuto dargli il cambio questa mattina.

LA DINAMICA - Di Nardo, secondo le prime testimonianza raccolte dai carabinieri, a causa del freddo e del cattivo funzionamento dell’impianto di riscaldamento della guardiola nella quale avrebbe dovuto prestare servizio, era entrato in auto ed aveva acceso il motore ed il condizionamento della vettura. Il cadavere della guardia giurata è stato portato nell’Istituto di medicina legale dell’ospedale di Caserta, per l’autopsia disposta dalla procura della repubblica di Santa Maria Capua Vetere.

Taranto, rapina a furgone portavalori vicino a ufficio postale

Taranto - (Adnkronos) - Due persone mascherate e armate di pistola, hanno atteso l'arrivo del mezzo e poi, sotto la minaccia delle armi, hanno immobilizzato le tre guardie giurate facendole sdraiare sulla strada
Una rapina a un furgone portavalori e' stata messa a segno alle prime ore di oggi vicino all'ufficio postale del quartiere Paolo VI a Taranto.

Sul posto sono intervenute le Volanti della Questura. Da una prima ricostruzione, sembra che due persone mascherate e armate di pistola, hanno atteso l'arrivo del mezzo e poi, sotto la minaccia delle armi, hanno immobilizzato le tre guardie giurate facendole sdraiare sulla strada.

Dopo essersi impossessati del denaro trasportato e delle armi in dotazione ai tre addetti alla sicurezza, i due malviventi sono fuggiti a bordo di una Fiat Punto di colore grigio. Indagini sono in corso da parte della Squadra Mobile

giovedì 4 marzo 2010

Poesia

Un nome lo abbiamo
§§§
Signore,
proteggi le Divise Ignorate perche' da nessuno considerate,
che di notte per un controllo varcare la soglia con attenzione trovando d'avanti l'intrusione,
che di giorno per un trasporto,
lesti ed attenti si trovan in tre contro tanti,
ed il momento e' cruciale prima dell'arrivo dei lampeggianti.
Signore,
proteggi le... Divise Ignorate
perche noi un nome lo abbiamo...
Guardie Giurate.

di Massimiliano Fago

mercoledì 3 marzo 2010

Omicidio Rende: in Appello confermati cinque ergastoli su sei

http://www.strill/
di Claudio Cordova - Sono da poco passate le 16 quando il presidente della Prima Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Reggio Calabria, Pasquale Ippolito (Rosalia Gaeta a latere), legge in aula la sentenza per i sei individui alla sbarra per l’omicidio della guardia giurata Luigi Rende.
Dopo alcune ore di camera di consiglio, la Corte conferma cinque dei sei ergastoli comminati in primo grado. “Fine pena mai” per i fratelli Santo e Giovan Battista Familiari, di 38 e 31 anni, Giuseppe Papalia 35, Francesco Gullì di 25 anni e Marco Marino, 28 anni. A Domenicoantonio Papalia, 29 anni, sono state invece concesse le attenuanti generiche e la pena rideterminata in vent’anni di reclusione.
I fatti.
La mattina dell’1 agosto 2007 in otto (ci sarebbero anche Vincenzo Violi e Carmine Macrì, arrestati in seguito e giudicati separatamente) assaltano il portavalori della Sicurtransport fermo nei pressi della filiale delle Poste in via Ecce Homo. Nasce un conflitto a fuoco nel corso del quale tre rapinatori vengono feriti, mentre a perdere la vita è proprio la guardia giurata Luigi Rende, rientrato quella mattina dalle ferie. Rende, appena 31enne, lascia la moglie e una bimba che adesso ha appena quattro anni.
In primo grado i sei individui vengono condannati all’ergastolo dal Gup Santo Melidona.
Nel corso del processo di secondo grado il colpo di scena arriva dalle dichiarazioni spontanee di uno degli imputati, Marco Marino. L’uomo partecipa alla rapina dell’1 agosto 2007, viene anche ferito e, in seguito, subirà l’asportazione della milza e di un rene. Marino parla, dal carcere di Palermo, di un basista. Un complice che avrebbe fornito indicazioni alla banda. Complice che, a detta dell’imputato, sarebbe il collega di Rende, Antonino Siclari. La Corte, però, rigetta la richiesta degli avvocati difensori che, richiedono la riapertura dell’istruttoria dibattimentale, e non ammette l’escussione in aula della guardia giurata.
La difese degli imputati, però, insistono su tale aspetto: “Non si doveva sparare, nessuno aveva il colpo in canna”. Frasi ripetute più volte nelle arringhe dei legali. Il primo a sparare, secondo le ricostruzioni difensive, sarebbe stato proprio Luigi Rende, che avrebbe attinto uno dei rapinatori, Giovan Battista Familiari, appena sceso dal furgone Doblò usato per il colpo. Nella precedente udienza l’avvocato Lorenzo Gatto ha anche mostrato delle sequenze fotografiche che dimostrerebbero la veridicità della circostanza.
Stamattina l’ultima arringa difensiva, quella dell’avvocato Antonio Managò, intervenuto a tutela dei fratelli Familiari e di Marino. Managò invoca, sulla base di alcune sentenze, anche l’opportuno distinguo tra le varie posizioni degli imputati: “Non è ammissibile fare giustizia sommaria” tuona in aula. Il legale ha insistito sul fatto che la banda avesse contezza, tramite la presunta collaborazione di Siclari, di dover affrontare un lavoro tranquillo. Tutto sarebbe dovuto andare liscio come l’olio. Per questi motivi, Managò, puntando sul “concorso anomali”, ammette l’omicidio preterintenzionale, chiedendo sconti di pena per i propri assistiti.
Secca la controreplica dell’accusa, rappresentata dall’avvocato generale Franco Scuderi: “Nessuna attenuante, hanno ucciso per denaro”. Il tono di Scuderi è alto, le sue parole riecheggiano anche fuori dall’aula. Il magistrato indica alcune pagine della sentenza di primo grado nella quale si afferma che i rapinatori avessero il colpo in canna e dei caricatori di riserva, a differenza di quanto sostenuto dalle difese. Quanto a Siclari, Scuderi è laconico: “Non è di certo un cuor di leone se ha abbandonato il proprio collega sotto il fuoco dei rapinatori…”.
Nel procedimento si costituiscono anche le parti civili: la famiglia Rende, rappresentata dall’avvocato Giulia Dieni e la Sicurtransport, rappresentata dall’avvocato Arena. Le parti civili, così come ordinato dalla Corte, saranno risarcite dai soggetti condannati delle spese processuali.
Viene dunque scritta una ulteriore pagina di un processo segnato, peraltro, dalla sostituzione di Franco Neri, che ha curato gran parte del procedimento, con l'avvocato generale Franco Scuderi. Decisione presa da Neri di comune accordo col Procuratore Generale Salvatore Di Landro, per la presenza nel processo dell'avvocato Gatto, che è anche il legale di fiducia di Neri. Circostanza balzata alle cronache dopo l'attentato alla Procura Generale del 3 gennaio scorso.

martedì 2 marzo 2010

7° RADUNO NAZIONALE DELLE GUARDIE PARTICOLARI GIURATE

7° RADUNO NAZIONALE DELLE
Guardie Particolari Giurate
Piacenza 18 aprile 2010
L'Associazione Guardie Giurate in Congedo, ha il piacere di invitarLa al Raduno Nazionale delle Guardie Particolari Giurate che si terrà a Piacenza nel piazzale antistante la Chiesa di San Corrado in Via Lanza 58/a il prossimo 18 aprile con raduno dei partecipanti alle ore 10.
Il programma provvisorio della manifestazione prevede alle ore 11 la messa in ricordo delle GPG cadute in servizio e deposizione di una corona di fiori al monumento delle Guardie Particolari Giurate.
Il programma definitivo sarà reso noto al più presto.

Lacasella Giordano
Presidente Associazione Guardie Giurate in Congedo

lunedì 1 marzo 2010

MARCHE: COLPO DA 3 MLN ALLA FITIST SECURITY FERMO, SVALIGIATO CAVEAU

http://www.asca.it/
(ASCA) - Fermo, 1 mar - Un colpo, che ha fruttato circa 3 milioni di euro in contanti, somme depositate da varie banche all'interno del caveau della Fitist Security, societa' di vigilanza e sorveglianza in comune di Fermo, in contrada Mossa, e' stato messo a segno da ignoti nella notte tra sabato e domenica; i ladri, presumibilmente esperti per simili azioni poiche' hanno operato senza essere ripresi dal circuito di videosorveglianza di un supermercato, sono entrati dall'esterno dello immobile della societa' di sicurezza forzando una porta e mettendo fuori uso i sistemi di allarme, cosi' altri sofisticati sistemi telefonici e di videoripresa. I banditi, forse piu' di 5, sono passati per i campi vicini all'immobile, percorso che potrebbero aver seguito anche per la fuga. I carabinieri di Fermo e quelli del reparto operativo del comando di Ascoli Piceno stanno indagando a 360 gradi, anche con rilevamenti scientifici (impronte, mozziconi di sigarette rinvenuti, possibile utilizzo del bango) poiche' i malviventi avrebbero trascorso almeno piu' di un'ora all'interno della struttura, dove le casseforti che contenevano il denaro sono state aperte con del plastico ed altro materiale da scasso. Nessuno ha avvertito la deflagrazione, poiche' la sede della Fitist Sicurity, cosi' l'intero immobile e' adibito a ''servizi'', con autofficina ed alcune attivita' commerciali, quindi vuote di notte. La societa' di sicurezza era stata presa di mira gia' in passato; un suo furgone portavalori venne assaltato davanti al supermercato Cityper di Porto Sant'Elpidio nel giugno dello scorso anno mentre i vigilantes caricavano il denaro del supermercato. Ci fu una sparatoria tra vigilantes e banditi che con volto coperto, non esitarono a sparare con fucili a pompa.

venerdì 26 febbraio 2010

Guardia giurata spara a ladro in fuga: chi sarà il colpevole tra i due?

http://www.notiziarioitaliano.it/
GROSSETO - Un colpo. Un colpo partito da una pistola di ordinanza. Una guardia giurata, ieri sera, ha sparato.
Ci troviamo a Grosseto, precisamente in piazza Albegna. Qui, per quelli che non lo sanno, c'è un Tribunale.
Ieri sera, intorno alla mezzanotte una guardia giurata stava effettuando il suo solito giro di controllo quando ha notato un uomo che tentava di scassinare la serranda di un bar.
L'agente si è avvicinato, gli ha intimato di fermarsi. Il ladro ha tentato la fuga. Poi è entrata in scena la pistola. Un colpo. Forse più di uno. Il ladro che viene colpito alla gamba. Cade. Poi si rialza e riprende la corsa.
Dopo pochi minuti arrivano i Carabinieri. La guardia giurata è lì. Il ladro verrà trovato qualche isolato più avanti, ferito ma non gravemente. In mano ha ancora gli arnesi per il tentato furto.
L'uomo viene accompagnato all'ospedale piantonato da due militari. La guardia giurata viene invece portata in Caserma per spiegare come sono andati i fatti.
Il capitano Edoardo Campora fa sapere che per ora non sono stati presi provvedimenti di alcun genere nè verso la guardia, nè verso il ladro.
Toccherà adesso capire e stabilire bene come si sono svolti i fatti.
La dinamica. I colpi sparati.
Servirà capire, capire se la guardia giurata, per ironia della sorte, può essere ritenuta, anch'essa, colpevole.
Jacopo Di Bonito

giovedì 25 febbraio 2010

Vigiliante ucciso a Roma, un ergastolo. Condanna in appello, ribaltata l'assoluzione di primo grado

(ANSA) - ROMA, 25 FEB - Assolto in primo grado per non aver commesso l'omicidio di una guardia giurata, e' stato condannato all'ergastolo in appello. Cosi' i giudici della I Corte d'assise d'appello di Roma hanno ribaltato la sentenza nei confronti di Antonio De Pasquale, l'ex giardiniere accusato di aver ucciso il 21 dicembre 2004 Gianluca Pes a colpi di pistola nel cortile della sua abitazione, in via dei Georgofili, nel quartiere romano dell'Eur. L'uomo, lo scorso 23 aprile, era stato assolto.

mercoledì 24 febbraio 2010

In cambio di 75 euro prometteva un posto fisso in un'impresa di vigilanza privata.

http://www.tempostretto.it/
Un posto di lavoro a tempo indeterminato costava appena 75 euro. In cambio veniva garantita l’assunzione in una ditta di vigilanza privata ed uno stipendio mensile di 1300 euro. Una clamorosa truffa ordita ai danni di centinaia di disoccupati, quasi tutti fra i 20 ed i 25 anni, alla ricerca disperata di un lavoro.
Con l’accusa di truffa aggravata la Squadra Mobile ha arrestato il messinese Domenico Bernava, 31 anni titolare della ditta Planet Security.
Le indagini della Polizia hanno portato a galla un sistema che aveva già coinvolto centinaia di ignari ragazzi, molti dei quali avevano già iniziato a lavorare. Bernava, per rendere più credibile la faccenda, inviava i ragazzi a svolgere servizio di vigilanza notturna, con le loro stesse auto, attorno al complesso Portorosa, davanti a supermercati, centri commerciali o abitazioni private. In realtà i proprietari non erano a conoscenza di questa vigilanza notturna e spesso allontanavano bruscamente i giovani o addirittura chiamavano Polizia e Carabinieri insospettiti per quelle strane presenze notturne. Tutto era iniziato nei primi giorni dell’anno. Bernava era da poco rientrato a Messina dopo aver vissuto per un periodo a Roma. Con il sistema del passaparola fra i giovani aveva messo in giro la voce che assumeva ragazzi per un’agenzia di vigilanza. Bastava presentarsi al belvedere di Cristo Re dov’era stato allestito un singolare ufficio all’aperto. Dietro due tavolini altrettanti falsi impiegati che intascavano i 75 euro e rilasciavano un tesserino di riconoscimento. Poi si poteva iniziare subito a lavorare in attesa del primo stipendio: 1300 euro che naturalmente nessuno ha mai visto. La truffa però è stata scoperta quasi subito. Agenti della Polizia in borghese si sono mischiati a centinaia di giovani che a Cristo Re facevano la fila per garantirsi il posto di lavoro. Così sono scattati l’arresto per Bernava e le successive perquisizioni. Gli agenti hanno sequestrato 125 euro in contanti, tre assegni per 2000 euro, titoli e documenti bancari, 29 tesserini di riconoscimento e due coltelli a serramanico, due pugnali ed un bastone in legno artigianale trovati

martedì 23 febbraio 2010

CORSO ESSENZIALE DI TIRO DINAMICO OPERATIVO

Segnalato da Tony Zanti
http://www.atdo.it/

ASSOCIAZIONE PER IL TIRO DINAMICO OPERATIVO®
ASSOCIAZIONE SPORTIVA DILETTANTISTICA
AFFILIATA CSEN – CONI -N. 16624
Via Grandi, 26 21047 SARONNO (VA) C. F. 94015990123
Tel./Fax: 02-9609428 Email:info@atdo.it

CORSO ESSENZIALE DI TIRO DINAMICO OPERATIVO®
CON PISTOLA E FUCILE
5, 6, 7 Marzo 2010

Questo Corso comprende tutte le Tecniche di Tiro e le Tattiche Operative del Tiro Dinamico
Operativo®, al fine di mostrarne l’efficacia, anche paragonando dette Tecniche e Tattiche ad altri
Metodi di Tiro Difensivo e Operativo.

Il Corso Base e il Corso Avanzato di Tiro Dinamico Operativo® sono raggruppati in questo Corso,
che analizza tutte le Tecniche difensive necessarie a sopravvivere ad una aggressione armata.
Particolare enfasi è posta sulla Sicurezza Operativa, che primeggia quale strumento necessario
durante il maneggio e l’utilizzo pratico delle armi corte e lunghe.

Questo Corso è personalizzato in base alle caratteristiche cognitive dei Partecipanti e all'utilizzo che
essi devono fare delle Tecniche apprese. Vengono date soprattutto nozioni pratiche che permettono
l'attuazione della difesa con riferimento agli schemi giuridici inerenti al concetto della Difesa
legittima.

Sono inoltre oggetto di attenta attuazione didattica:

Il maneggio di Sicurezza e la Sicurezza nel contesto del tiro.
L'Addestramento alla pronta reazione con l'arma corta e lunga.
L'utilizzo operativo delle armi e l'utilizzo tattico degli accessori.
Le Tattiche operative e difensive.
Lo studio dello scontro armato.
Esercizi pratici di reazione armata (a secco: Prepoligono).
Esercizi pratici di reazione a fuoco in Poligono.


E’ data particolare importanza all'aspetto psicologico del confronto ed è proposto un realismo
addestrativo non comune. Il partecipante a questo Corso acquisisce molte nuove nozioni utili e la
consapevolezza di poter affrontare situazioni difficili e pericolose con il dovuto realismo.

A completamento del Corso, il partecipante riceve una prima Certificazione, che ha valore
equipollente alla 1^ Fase del Corso per Istruttore di Tiro Dinamico Operativo®.


In seguito, se interessato a conseguire il Certificato di Istruttore di TDO, egli potrà frequentare la 2^
Fase del predetto Corso.

Il Corso Essenziale di TDO ha una durata di tre giorni e si svolgerà a Saronno (VA) i primi due
giorni, mentre il terzo giorno avrà luogo la parte a fuoco, presso la struttura di Tiro sita in Montichiari
(BS). Il costo è di 500,00 Euro.

Gli orari del Corso vanno dalle ore 09:00 alle ore 18:00 in aula a Saronno e dalle ore 09:00 alle ore

16:00 nella struttura di tiro.
Possono partecipare al Corso gli iscritti all’ATDO, i quali avranno compiuto il 25° anno d’età e siano
titolari di Porto d’arma (difesa, caccia o tiro a volo), oppure siano appartenenti ad un Corpo Armato
(FF.AA., FF.PP. e GPG), pur non avendo ancora compiuto il 25° anno d’età.

L'abbigliamento è casual (a chi indossa una divisa è consigliato indossare l’equipaggiamento portato
in Servizio). E' utile portare un indumento impermeabile, in quanto spariamo in qualsiasi condizione
climatica. E’ inoltre consigliabile indossare calzature comode – di gomma o anfibi. Sono necessarie
protezioni auditive e oculari. Cappellino e fregi dell'ATDO sono forniti.

Occorre portare al Corso la propria arma corta, che dovrà essere una pistola semiautomatica, di
calibro minimo in 9mmx21, preferibilmente catalogata come arma comune, assolutamente non
compensata e tre caricatori in totale, oltre ad un numero massimo di duecento munizioni. I revolver
non possono essere utilizzati in questo Corso.

Chi è in possesso di arma lunga – preferibilmente carabina tattica in calibro .223 Remington, oppure
fucile ad anima liscia in “calibro” 12, semiautomatico o “a pompa” – potrà portarla al Corso, insieme
con 60 munizioni per la carabina e 50 per il fucile ad anima liscia (munizionamento spezzato o a
palla).

Chi fosse sprovvisto di arma lunga potrà utilizzare un fucile ad anima liscia in “calibro” 12, che gli
sarà affidato temporaneamente nella struttura di tiro (anche il relativo munizionamento sarà fornito
gratuitamente).

L’equipaggiamento da portare consisterà in una cintura da pantalone o cinturone tattico, una fondina
da cintura che copra sia il ponticello, sia carrello e canna fino alla volata. Non sono ammesse le
fondine ascellari e da caviglia, mentre sono sconsigliate le cosciali. Sono inoltre necessari i
portacaricatori da cintura.

E’ consigliabile portare armamento ed equipaggiamento tutti e tre i giorni del Corso, in modo da
acquisire le Tecniche di Tiro mentre si impugna/imbraccia la propria arma e rendersi conto della
validità e l’ergonomia del proprio equipaggiamento.

Per tutte le informazioni, contattare:
Tony Zanti
Pres. ATDO
Tel/Fax: 02-9609428
Cell: 335-6823651

info@atdo.it

lunedì 22 febbraio 2010

Cercasi sicurezza per i fondi pensione

http://www.rassegna.it/
Il 2010 dovrebbe essere un anno di svolta per la previdenza complementare perché il pericolo dei crack finanziari sembra passato, ma altre bolle e bollicine si profilano all’orizzonte. Molto c’è da fare per rendere il sistema più protetto
Sta per esplodere qualche altra bolla? Che cosa ci dobbiamo aspettare? Sarà importante e urgente capire gli effetti della crisi finanziaria della Grecia e di altri stati europei sull'assetto del risparmio e della finanza e ovviamente sul risparmio previdenziale. Ma il 2010 dovrebbe essere un anno di svolta per la previdenza complementare perché il pericolo dei crack finanziari sembra passato, ma altre bolle e bollicine si profilano all’orizzonte. D’altra parte molti sono i problemi ancora aperti e molto c’è da fare per rendere il sistema più protetto rispetto ai repentini cambiamenti di umore dei mercati finanziari internazionali. E molto c’è da fare ancora per estendere la “platea” dei lavoratori che possono beneficiare effettivamente della cosiddetta “seconda gamba” previdenziale.

La crisi del 2008 aveva creato molta tensione all’interno del mondo della previdenza complementare e tutti i gestori dei fondi si sono mobilitati per rispondere alla bufera finanziaria. Così nel 2009 i fondi pensione – in particolare i fondi negoziali - sono riusciti a recuperare le pesanti perdite subite con la crisi dei subprime (come dimostrano i dati che pubblichiamo in queste pagine), mentre si sviluppava un dibattito sulla urgenza di introdurre modifiche e cambiamenti in favore dei lavoratori e dei risparmiatori. Poi però, nel corso dei mesi, quella tensione positiva all’innovazione si è progressivamente affievolita e ora tra gli addetti ai lavori sembra circolare un’aria di scampato pericolo. “Questo atteggiamento non va bene e non ci piace – commenta però Morena Piccinini, segretaria confederale della Cgil – di fronte alla crisi si era avviata una riflessione importante sulle modalità di investimento dei fondi pensione. Si era cominciato a discutere della necessità di introdurre innovazioni per rendere più sicuro lo strumento finanziario utilizzato per costruire la pensione integrativa. Poi abbiamo verificato il rallentamento di questa ricerca. Si è diffusa la sensazione che il peggio fosse passato definitivamente e che visto che il sistema aveva sostanzialmente retto, anche l’urgenza di intervenire potesse essere messa nel cassetto. Io non penso che questo ragionamento sia saggio, proprio perché abbiamo da affrontare ancora molti problemi strutturali e anche perché l’anno che è appena cominciato potrebbe essere di nuovo molto turbolento dal punto di vista dell’andamento dei mercati: la prima cosa da fare dunque – parlo in particolare per tutti quei lavoratori che sono vicini alla pensione – è mettersi al sicuro”.

Guardando la situazione internazionale, spiega ancora Morena Piccinini, risulta molto chiara la distanza esistente tra l’andamento della finanza e l’economia reale. L’instabilità la fa ancora da padrona. Basti pensare al recente caso della Grecia e a quello spagnolo. I mercati finanziari continuano a non rispecchiare l’economia reale e ora anche lo stato delle finanze pubbliche di alcuni paesi diviene causa di nuove instabilità. La situazione non è affatto tranquilla, neppure sul piano finanziario. Per non parlare degli effetti sociali della crisi che sono in pieno corso.

“La seconda cosa da fare – dice la segretaria confederale della Cgil che da anni si occupa di previdenza e di fondi pensione – è quindi relativa agli aggiustamenti necessari da mettere in campo per ridurre il più possibile l’esposizione al rischio delle pensioni integrative. Un discorso che si lega a un ripensamento complessivo del sistema previdenziale italiano, così come abbiamo spiegato con il nostro convegno sulla previdenza del 3 dicembre scorso”. Ed è anche evidente che bisogna riflettere con urgenza sulle dinamiche e i fenomeni interni al mondo della previdenza complementare italiana. A partire dal livello delle adesioni e dalle dinamiche dei rendimenti e delle performance reali dei singoli fondi. Un tema importante riguarda per esempio proprio la dinamica delle adesioni. Guardando i dati più aggiornati della Covip (la Commissione di vigilanza), colpisce la sostanziale staticità dei fondi pensione negoziali e al contrario la forte accelerazione delle adesioni a strumenti più individuali, come le polizze assicurative. Le adesioni ai fondi pensione negoziali sono stabili o con il segno negativo, mentre le Pip (polizze individuali previdenziali) e in misura minore i fondi aperti pare abbiamo cominciato a correre. Che cosa succede? Come si spiega questo strano fenomeno?

La dinamica lenta delle adesioni ai fondi pensione negoziali – ci risponde Piccinini – risente di fenomeni sociali complessi perché da una parte esiste ancora la difficoltà di coinvolgere i lavoratori delle realtà più piccole e meno strutturate, ma dall’altra si fanno evidenti i segni della crisi. Ci risulta infatti un aumento dei riscatti e della richiesta delle anticipazioni. Questo vuol dire che ci sono lavoratori che avendo perso il lavoro o subendo gli effetti della cassa integrazione sono stati costretti a chiedere il riscatto dei loro risparmi previdenziali. Hanno utilizzato i soldi del fondo pensione per rispondere all’emergenza. Il fondo pensione è vissuto anche come un ammortizzatore
sociale in tempi di crisi.

“È ovvio che siamo di fronte a un bel problema. I lavoratori che hanno chiedono anticipazioni o addirittura il riscatto delle loro posizioni previdenziali possono avere almeno una zattera di emergenza, ma nei fatti rinunciano così alla loro pensione. Tra l’altro c’è qualcuno che propone di eliminare questa possibilità di riscatto o di anticipo per preservare il risparmio previdenziale, ma noi siamo contrari a questa posizione troppo rigida. Caso mai si tratta della ennesima dimostrazione della insufficienza del sistema degli ammortizzatori sociali italiani”.

Il secondo fenomeno che incide sulla dinamica delle adesioni ai fondi pensione negoziali non riguarda gli aspetti sociali della crisi, ma gli elementi di concorrenza e conflittualità interni al sistema. “Ci risultano vari casi – rivela ancora Morena Piccinini – di lavoratori che hanno dato la disdetta al loro fondo pensione e hanno aperto posizioni previdenziali individuali. È il frutto di un vero e proprio arrembaggio attuato dagli agenti delle compagnie di assicurazioni che sono stati sguinzagliati in questi mesi nelle aziende”. Invece di andare a pescare nel grande bacino dei lavoratori dipendenti e autonomi che non hanno ancora una previdenza complementare, gli agenti assicurativi e i promotori finanziari sono andati a pescare nelle aziende e negli enti, facendo spostare moltissimi lavoratori con l’abbaglio dei maggiori rendimenti. “Spesso i lavoratori – dice la sindacalista – sono suggestionati dalle promesse delle assicurazioni che parlano di rendimenti favolosi molto superiori a quelli offerti dai fondi pensione. In realtà – nella maggior parte dei casi – i contratti complessi nascondo i trabocchetti dei costi per le commissioni. Ed è così che non si frenano i trasferimenti. Per questo noi insistiamo sulla trasparenza e sulla informazione completa. Il paese di Bengodi non esiste”.

L’altro grande problema riguarda infine la dimensione dei fondi e la dimensione delle aziende. Molti imprenditori continuano infatti a giocare sporco per utilizzare a loro vantaggio il Tfr dei lavoratori. E ci sono anche casi di fondi negoziali troppo piccoli per reggere. Una delle questioni che torna di attualità, dunque, è quella dell’accorpamento di fondi pensione per creare strutture più forti e in grado di abbattere meglio i costi.

Ecco intanto come vanno le adesioni
La crisi finanziaria del 2008 ha avuto effetti anche sull’andamento delle adesioni al sistema della previdenza complementare italiana. Mentre le adesioni ai fondi pensione contrattuali hanno continuato a crescere con una dinamica abbastanza normale, ovvero rispettando il trend degli anni passati (maggiori adesioni nelle grandi aziende e nei grandi gruppi industriali, bassa partecipazione e adesione nelle piccole e piccolissime imprese e tra i giovani), hanno avuto un andamento particolare le adesioni alle forme di previdenza complementare private, siano esse i fondi pensione aperti, sia soprattutto le polizze vendute dalle compagnie di assicurazione.

I dati più recenti forniti dalla Covip, la Commissione di vigilanza sulla previdenza complementare illustrano con chiarezza il trend, anche se bisogna stare attenti agli effetti distorsivi delle percentuali statistiche che spesso (se non rapportate ai dati assoluti) rischiano di ingigantire i fenomeni. Fatta questa premessa è comunque interessante (e per certi versi preoccupante) notare che mentre i fondi pensione negoziali hanno più o meno tenuto e forse hanno perso in percentuale iscritti rapportando i dati 2009 con quelli del 2008, risultano al contrario in netta crescita i cosiddetti Pip nuovi, ovvero le polizze individuali nuove. I fondi negoziali subiscono una leggera caduta (tra lo 0,1 e lo 0,2%) nel periodo considerato, mentre i Pip fanno registrare una crescita sostenuta (sempre in termini percentuali e quindi non assoluti) che ha sfiorato negli ultimi mesi il 28%. In crescita anche i fondi pensione aperti che fanno registrare un più 1,2% e un più 2,8%

domenica 21 febbraio 2010

Realizziamo insieme il Calendario della Vigilanza Privata.

Per l'edizione 2011:
euro 500,00 per l'illustazione di copertina
euro 100,00 per le illustazioni interne
Buona Vigilanza a tutti
Andrea Caragnano
Presidente dell'Associazione Orfani Guardie Giurate

Associazione Orfani Guardie Giurate
via Marco Polo, 21
34074 Monfalcone -GO-
vigilanzaprivata.blogspot@gmail.com

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venerdì 19 febbraio 2010

SCOPERTI 13 ISTITUTI VIGILANZA ABUSIVI, A GUARDIE PISTOLE GIOCATTOLO

Segnalato da SAVIP
Fonte OMNIROMA
Roma, 19 feb - Nel corso delle operazioni per contrastare il fenomeno della vigilanza abusiva e dello sfruttamento dei lavoratori del settore, il personale della divisione amministrativa della Questura di Roma ha effettuato, su tutto il territorio della provincia, controlli amministrativi presso attività commerciali e cantieri edili. Gli accertamenti hanno riguardato 20 strutture commerciali di diversa grandezza, le quali avevano stipulato contratti con 13 Istituti di Vigilanza "abusivi" con oltre 200 lavoratori, per la maggior parte privi sia di un regolare contratto di lavoro sia delle minime garanzie a loro tutela, con turni di lavoro solitamente di non meno di 12 ore, sia diurne che notturne. Al termine delle verifiche, sono stati denunciate oltre 40 persone e sequestrati uffici, automobili, computer, divise ed armi giocattolo. Al proprio interno, questi Istituti abusivi, avevano creato un'organizzazione del tutto identica a quella degli istituti regolarmente autorizzati, dotandosi di una propria sala operativa, di autovetture con loghi della società complete di dispositivi di segnalazione acustica e luminosa e munendo i propri agenti di divise, sfollagente, distintivi di riconoscimento, armi giocattolo prive del tappo rosso per sembrare vere e cani, in particolare rottwailer. La maggior parte di questi istituti abusivi - che applicavano tariffe orarie al di sotto dei 12 euro, esercitando così una concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari del settore - si serviva di siti internet e messaggi pubblicitari su organi di stampa per pubblicizzare la propria attività.